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L'INTERVISTA - Spiezia: "Sanità? Addio frutto di promesse disattese"

Foto Spiezia, Sanità
Foto Spiezia, Sanità
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NAPOLI (NA). Domani il termine ultimo per la presentazione della domanda d'iscrizione al campionato di Prima Categoria, ai nastri di partenza non ci sarà la Sanità Calcio, club storico del calcio campano che ha dato forfait quest'anno. La nostra redazione per fare chiarezza sulla vicenda ha contattato una persona che la Sanità l'ha vissuta a 360° in maniera decisamente personale e profonda, parliamo di Edgardo Spiezia che per venticinque anni ha seguito la squadra e deve, purtroppo, assistere al terzo addio del club negli ultimi anni.

"Il problema, stavolta, non è economico bensì legato alla struttura sportiva - esordisce Spiezia - sono venticinque anni che seguo la Sanità e questo è il terzo fallimento a cui assisto, mentre i primi due furono prettamente economici quest'ultimo invece non lo è. Sette anni fa, quando cedemmo il titolo d'Eccellenza, ripartimmo dalla Terza Categoria con un grande progetto che c'era e che c'è tuttora sul "San Gennaro dei Poveri". Presentammo un progetto di campo in sintetico per fare anche attività con le scuole calcio, con la prima squadra poi poco alla volta abbiamo scalato le varie categorie e puntavamo a disputare eventualmente Promozione o Eccellenza nel nostro stadio oltre ovviamente all'attività giovanile. Il Comune ci assicurò che tutto questo sarebbe stato possibile in futuro, con sovvenzioni e puntando all'occasione legata alle Universiadi che vedeva il San Gennaro dei Poveri tra i papabili per avere i fondi in grado di modernizzare la struttura".

Situazione dunque d'attesa, poi qual è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso?

"Col passare degli anni purtroppo il Comune non ha adempiuto alle proprie promesse, inoltre anche quando abbiamo proposto di fare i lavori a spese nostre ci è stata negata questa possibilità, la struttura è comunale e quindi non potevamo fare lavori in autonomia. Siamo andati avanti in questo stato di cose, poi la goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata quest'anno quando il Comune ha ufficializzato i quattro campi che riceveranno i fondi per le Universiadi: Ponticelli, San Pietro, Collana e Caduti di Brema. Quindi il campo sportivo della Sanità è stato escluso, logicamente il Presidente si è sentito preso in giro dopo le promesse fatte in passato e con queste premesse non aveva senso continuare. Con un campo fatiscente e delle difficoltà oggettive per poter salire di categoria, anche l'appeal nei confronti dei calciatori sarebbe stato scarso quindi si è deciso di chiudere i battenti. - ammette Spiezia - Al campo oltre a noi venivano tante scuole calcio, è una vergogna togliere una valvola di sfogo così importante ad un quartiere per il quale l'amministrazione in passato si è lamentata dello stato di degrado. Ma mi chiedo: se uno dei pochi modi per togliere i ragazzi dalla strada viene a mancare, poi cosa si può pretendere? La rabbia da parte nostra è legata proprio a questo aspetto, non volevamo nulla dal Comune anzi eravamo disposti a pagare di tasca nostra i lavori ma non abbiamo ricevuto i permessi, poi tante promesse disattese e l'ultima chicca legata alle Universiadi, per le quali non siamo stati neppure presi in considerazione, con questo stato di cose era impossibile andare avanti".

Tornando al calcio giocato, Spiezia sottolinea come la squadra quest'anno probabilmente sarebbe stata tra le più competitive: "Il problema non era dunque legato ad obiettivi di squadra da perseguire, il gruppo creatosi nella seconda parte della scorsa stagione quest'anno sarebbe arrivato tranquillamente ai playoff e la conferme di quel che dico è arrivata dal mercato, dove tanti ex Sanità si sono accasati tra Prima e Promozione senza problemi. Con la nostra politica di costruzione della rosa a costo zero avevamo comunque creato un gruppo forte che nella seconda parte dello scorso campionato aveva già dato segnali importanti in termini di competitività".

Dopo l'addio della prima squadra, c'è magari la possibilità di partecipare ad un campionato giovanile per mantenere il titolo?

"Il Presidente mi ha fatto presentare la rinuncia al campionato di Prima Categoria in federazione ma credo che al momento non voglia staccare completamente la spina, mi ha fatto iscrivere al campionato di settore giovanile e scolastico col mantenimento dell'anzianità anche se non so in quale categoria potrebbe partecipare. Al momento in alcune categorie sono stati già fatti i gironi, però uno spiraglio in tal senso potrebbe esserci".

In chiusura, dopo l'addio alla Sanità ti aspettavi così tanti attestati di stima?

"Sicuramente fa piacere sapere che ci sono persone che apprezzano il tuo impegno, appena trapelata la notizia che la Sanità non si iscriveva al campionato di Prima mi hanno cercato diverse società tra Eccellenza e Prima Categoria, qualche proposta è arrivata anche dalla carta stampata e da tv locali ma io sono un passionale, negli ultimi anni è stata la passione a spingermi a fare determinate cose per la Sanità ed ora, pur dando una mano ai miei amici del Ponticelli, non sento ancora le stesse emozioni ma credo sia un fatto normale".

Luigi Langellotti