L'INTERVISTA - Alfano: "Questo Napoli ricorda il Barça di Guardiola"

Napoli, tifosi
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NAPOLI (NA). Oggi alle 18 il Napoli di Sarri sarà di scena al Paolo Mazza di Ferrara contro la SPAL, gli azzurri sono reduci dalla roboante vittoria contro la Lazio di Inzaghi, la nostra redazione ha contattato Giulio Alfano, giornalista e telecronista sportivo di Gol del Napoli, per analizzare il momento della squadra partenopea: "Io penso che il Napoli sia diventato una squadra matura, nel senso che le partite durano 90' e si possono anche vincere tutte nel secondo tempo, soprattutto quando ti rendi conto che le avversarie ti hanno studiato, ti hanno capito, ti provano a contrastare, ma non reggono 90'. - esordisce Alfano - Giocare contro il Napoli è abbastanza complicato per quanto riguarda la gestione delle energie, soprattutto se ti trovi a fare la terza partita in una settimana, la quinta in due settimane, perché devi tenere sempre bene le distanze, devi sempre tenere il riferimento dell'uomo, devi sempre aggredire con i tempi giusti, perché se ti saltano il pressing vanno in porta.

Contro il Napoli è difficile sia dal punto di vista fisico che mentale, perché anche la concentrazione è fondamentale e lo abbiamo visto con Masina del Bologna, difendere contro il Napoli ed affrontare gli azzurri è complicato, allora indubbiamente il ko di De Vrji contro la Lazio può aver inciso, soprattutto visti i sostituti, Basta centrale è stato inguardabile, ma siamo sicuri che la Lazio nella ripresa sarebbe riuscita a tenere quell'intensità, quella compattezza, quella concentrazione fino al 90'? Non lo so. - sottolinea Alfano.

"Indubbiamente gli azzurri hanno anche capito che bisogna partire forte perché se parti male poi le partite si possono complicare come successo con lo Shakhtar, però è una squadra difficilissima da gestire ed in questo ricorda molto il Barcellona di Guardiola, faceva un calcio più orizzontale, ma spesso teneva il possesso e le avversarie dopo 60' crollavano, è frustrante giocare contro una squadra come il Napoli soprattutto se poi ti segna, hai un dispendio di energie fisiche e nervose talmente elevato che poi perdi anche lucidità quando si tratta di riconquistare il pallone, percorre 50 metri di campo ed andare a concludere". - prosegue il giornalista flegreo.

Contro la Lazio un episodio ha inciso più di tutti sull'andamento della sfida: "Secondo me l'episodio che ha deciso la partita, più che l'infortunio di De Vrji, è stata l'uscita di Reina perché se lì Immobile fa il due a zero io non lo so se il Napoli è in grado anche mentalmente di ribaltarla, perché la Lazio è una squadra molto stile Juve, forte fisicamente, sa ripartire, però se trova l'entusiasmo del due a zero non lo so. Inoltre l'errore sul calcio d'angolo è davvero clamoroso, hanno consentito a due calciatori del Napoli di concludere, però sono tutte situazioni che nel primo tempo non avrebbero sbagliato perché avevano molte più energie. Ovviamente al momento noi non abbiamo i dati che ci fanno capire la condizione del Napoli, come hanno fatto la preparazione, però gli azzurri corrono meno delle avversarie piuttosto fanno correre il pallone, io credo non sia un caso". - sottolinea Alfano.  

Il Napoli dunque sembra aver acquisito una importante capacità: "Adesso abbiamo un campione abbastanza importante di partite, sono otto tra campionato e champions, il fatto che gli azzurri nei secondi tempi riescano sempre a migliorare e ad emergere, con Verona e Benevento non ne ha avuto bisogno ma con le altre sì, non credo sia una coincidenza. Contro il Napoli se non parti forte fai la fine del Benevento, che prende una caterva di gol, la coperta è corta contro gli azzurri, gli azzurri oggi sono più maturi e non si lasciano più frustrare dalle difficoltà iniziali, sono una squadra che sa che con ordine e pazienza, ed alzando i ritmi al momento giusto, può vincere la partita. Nel basket si dice "sa aspettare la partita", aspettare il momento, secondo me il Napoli ha acquisito questa capacità".

Sulla lotta scudetto le idee sono abbastanza chiare, c'è in pole la solita Juventus: "Io in questo momento li vedo ancora davanti a tutti, sono l'unica squadra che può permettersi di tenere in panchina calciatori che, in altre squadre, sarebbero pedine preziose. La Juve oggi però ha un grosso problema a livello difensivo perché, rispetto al passato, in ogni gara qualcosa concede sempre e non ha ancora trovato la coppia centrale titolare perché sinceramente Rugani-Chiellini non ha convinto finora. Detto questo però, bisogna dire che hanno a disposizione una rosa di venti elementi tutti validi, basti pensare a come è entrato rapidamente nel giro dei titolari Bentancur, poi penso sia un dato di fatto che le squadre di Allegri ad inizio stagione partano piano, anche se lui sa bene che l'anno scorso qualcosa è andato storto dal punto di vista della pianificazione atletica perchè nella finale di Cardiff sono crollati. Secondo me vedremo qualcosa di nuovo, l'anno scorso inventò quel 4-2-3-1 che gli ha cambiato la stagione ma ad oggi non so cosa possa ancora inventarsi, sicuramente Higuain è da recuperare e sicuramente Dybala è in uno stato di forma strepitoso e quando è così può vincere da solo le gare. Io però vorrei vedere la Juventus giocare contro il Torino stasera, perchè secondo me è un banco di prova importante, i granata sono una squadra forte e con qualità, forte fisicamente, e può dar fastidio alla Juve, però se i bianconeri vincono in scioltezza, come purtroppo io temo, allora vuol dire che anche per quest'anno abbiamo una favorita".

Fondamentali saranno gli scontri diretti tra le big per decidere i piazzamenti finali: "Se analizziamo la situazione che si è delineata in campionato, anche perchè dopo poche gare si è già delineato qualcosa, il che è abbastanza raro in Serie A, io dico che gli scontri diretti quest'anno saranno ancor più importanti rispetto al passato. C'è una grande differenza tra le prime cinque e le ultime dieci, ci sono cinque-sei squadre tipo Sampdoria, Torino, Lazio, Atalanta, che sono in una situazione intermedia, poi ce ne sono una decina veramente troppo deboli rispetto alle prime e contro quelle infatti vinceranno quasi sempre le grandi. Tra di loro le big si giocano tutto, spesso si è parlato di un Napoli grande con le grandi ed in difficoltà con le piccole, vero fino al 2015, l'anno scorso il Napoli con la Juventus ha fatto un punto in due gare, con la Roma tre punti in due gare, con l'Atalanta che è arrivata quarta zero punti, con la Lazio quattro punti in due gare, con le grandi in casa non ha mai vinto ma quest'anno dovrà invertire questo trend".

Infine chiosa sul settore giovanile azzurro, in lieve miglioramento ma ben lontano dagli standard giusti per poter creare calciatori funzionali per la prima squadra: "Purtroppo a Napoli in pochi hanno il coraggio di dire le cose come stanno, in questo momento il settore giovanile azzurro fa l'1% di quanto potrebbe fare per arrivare ad un livello medio grazie al quale potrebbe creare in casa propria i talenti del domani senza dover andare a prendere mezzi giocatori in giro per l'Europa. Grazie ad una florida attività giovanile gli azzurri potrebbe acquisire soltanto top player in Europa, senza più bisogno di comprare i vari Rog, Zielinski, Diawara, che sia chiaro sono giovani importanti, ma potresti averne di tuoi fatti in casa. Mi chiedo dunque perchè nessuno fa mai un'inchiesta su quanto il Napoli spende per il settore giovanile, quanto paga per gli istruttori, quanto investe nelle infrastrutture, perchè non lo dice nessuno questo? Probabilmente perché molto hanno il timore che poi non arriva più l'accredito. Detto questo bisogna anche dire che piccoli passi in avanti sono stati fatti negli ultimi due-tre anni, sono stati presi anche giovani dal nord ma resta il problema che bisogna formarli in casa propria, a Napoli c'è un bacino enorme col quale pochissime squadre europee potrebbero competere, ma questo nessuno lo dice".

Luigi Langellotti