IL PUNTO- L'analisi del girone A d'Eccellenza col diesse Carmine Ennio

Carmine Ennio
Carmine Ennio
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NAPOLI. Il 4 Ottobre 2017 finiva la sua esperienza in Eccellenza come direttore sportivo del Monte di Procida, poco più di un anno prima la fantastica cavalcata con i montesi culminata con la vittoria dei playoff e l'accesso al massimo campionato dilettantistico regionale, questo in sintesi l'ultimo positivo biennio di Carmine Ennio

La nostra redazione ha raggiunto l'ormai ex diesse montese per fare il punto sul campionato d'Eccellenza girone A ed analizzare nel dettaglio quanto accaduto finora tra zona playoff e playout: "Voglio fare una premessa, per quanta riguarda la costruzione di una squadra credo che il grosso del lavoro vada fatto tra Luglio ed Agosto con idee chiare ed obiettivi altrettanti chiari. - esordisce Ennio - In questo senso credo che il Savoia abbia fatto un gran lavoro, dall'avvento di Nuzzo hanno avuto tempo di programmare ed organizzare, per cui i risultati attuali non mi sorprendono affatto. Dicembre? Se il grosso del lavoro lo fai in Estate poi ti puoi permette pochi investimenti mirati per provare a migliorare l'organico".

Tra le prime della classe c'è una squadra che ha deluso le attese: "Indubbiamente l'Afragolese, purtroppo i rossoblu per il secondo anno di fila hanno provato a rilanciare il progetto dopo l'eliminazione nei playoff, ma ad oggi per varie vicissitudini si ritrovano ad otto punti dalla capolista Savoia per cui adesso bisogna capire cosa succederà col cambio di guida tecnica e l'uscita di alcuni calciatori. Coppola? E' un allenatore che sa il fatto suo, probabilmente in questa sua avventura si porterà qualche fedelissimo che ha già allenato, però credo che adesso puntare alla vetta sia asseribile ad un vero e proprio miracolo sportivo perchè il Savoia vanta ventidue titolari e, nonostante la matematica porti a sperare ancora, penso sia difficile che incappi in un periodo talmente nero da riaprire il discorso in vetta".

Sul momento positivo della Puteolana 1902: "Un progetto partito in ritardo ma che comunque ad oggi presenta una rosa importante, con nomi di livello, poi dopo l'avvento di Sarnataro in panchina la squadra ha trovato una sua fisionomia anche se ora bisogna capire il patron Franco come si muoverà dopo le importanti uscite di Conte e Manzi, uno esperto in difesa e l'altro che ti spaccava le partite sia tatticamente che tecnicamente con i suoi strappi. Ad oggi comunque si può dire che hanno compiuto un vero e proprio miracolo sportivo, non è per nulla scontato essere in griglia playoff partendo in ritardo con la programmazione ed in un girone A altamente competitivo. I tentennamenti iniziali credo fossero dovuti soprattutto ad un'amalgama del gruppo ancora da trovare, poi col tempo e con l'arrivo di Sarnataro la situazione si è stabilizzata".

Un'altra delusione di questa prima parte di stagione è indubbiamente il Giugliano, una piazza importante tornata alla ribalta grazie al grande lavoro del patron Sestile e del suo staff, ma che ad oggi si ritrova a lottare in zona playout: "Anche loro come la Puteolana sono partiti in ritardo ma hanno preso comunque tanti calciatori di prima fascia, purtroppo si è rivelato un progetto tecnico fallimentare e si è deciso di virare in maniera netta. Con l'avvento di Mandragora in panchina e Crisano alla direzione la società sta trovando una sorta di quadra, stanno rinnovando la rosa per tornare quanto prima competitivi ed iniziare a raccogliere punti per risalire la classifica. Il girone A quest'anno è molto competitivo quindi bastano poche gare per ritrovarsi da una parte all'altra della classifica, con un girone di ritorno ancora da disputare il Giugliano può sicuramente pensare di risalire verso la zona playoff ma deve ritrovare vittorie e certezze".

Non mancano le sorprese e le piacevoli conferme: "Stanno indubbiamente facendo un gran bel campionato sia Mondragone che Maddalonese, questi ultimi con Sannazzaro in panchina e tanti giocatori importanti per la categoria in rosa hanno fatto un piccolo miracolo e si ritrovano in zona playoff. Il Mondragone invece ha una società fantastica, nei dilettanti rappresentano quanto di meglio può esserci, con uno staff composto da persone perbene che hanno un modo di fare calcio di categoria superiore e possono restare a certi livelli per diversi anni. A Mondragone c'è grande tranquillità ed ecco che arrivano i risultati, c'è progettualità per anni in una società sana con un signor allenatore in panchina come Carannante che ben conosce l'Eccellenza e l'ha vinta, per me è un grosso acquisto. Mercato? Credo e spero si cambi poco, l'ossatura c'è, poi è chiaro che qualcosa può sempre accadere, vedi Improta che per me era davvero un plus per il Mondragone, un ragazzo che pur entrando dalla panchina faceva sempre bene con gol pesanti ma ho visto che l'hanno sostituito con Di Biase del Volla. Detto questo credo che cambiando poco della rosa che ha fatto bene finora, il Mondragone può davvero essere la rivelazione finale del campionato d'Eccellenza girone A".

Infine un cenno sulla lotta salvezza: "Ad oggi vedo grande bagarre, penso ad esempio al Volla che chiudendo con Del Grande ha dato un segnale importante ed arriva da un risultato prezioso ottenuto a Forio. Questi ultimi poi bisogna capire in fase di mercato se e come si muoveranno per rafforzare la squadra per risalire la china. Poi in lotta ci sono il Monte di Procida, con un grande tecnico come Mazziotti in panchina, il Barano con l'esperto Monti che alla fine trova sempre la quadra. Insomma credo che sarà una bella lotta fino all'ultima giornata tra queste squadre".

Luigi Langellotti