Academy P.Foggia, Tarantino: "Tecnica e palla al centro dell'attività"

Foto P.Foggia, Tarantino e i ragazzi
Foto P.Foggia, Tarantino e i ragazzi

NAPOLI. Il momento storico di certo poco felice per il calcio italiano, con la brutta parentesi della mancata qualificazione ai Mondiali in Russia, ha posto in essere alcune riflessioni e domande importanti che richiedono risposte serie e convincenti sotto tutti i punti di vista. In primis il movimento calcistico tricolore deve ripartire dalle basi, dall'attività di base per essere precisi, dunque la formazione delle nuove generazioni a partire dalle scuole calcio più che dai settori giovanili dei club professionistici e non. 

In tale ottica la nostra redazione ha incontrato il tecnico della Juniores Regionale dell'Academy Pasquale Foggia, Salvatore Tarantino Lima, per fare una prima analisi sul lavoro che la scuola calcio porta avanti con metodologie, sì già note, ma portate avanti con la massima coerenza e puntando fortemente anche sull'aspetto comportamentale. L'Academy ha nel suo presidente, Pasquale Foggia ex calciatore di Serie A ed oggi diesse del Benevento, un vessillo importante che da lustro e visibilità ma allo stesso tempo detta le linee guida assieme ai due responsabili tecnici dell'Academy, Luigi Imbriani e Italo Mattioli. Questi ultimi, dal punto di vista metodologico dell'attività della scuola calcio, dettano i criteri entro i quali gli allenatori si muovono ed operano per la crescita dei ragazzi, tanta libertà e nessun tipo di vincolo ma grande attenzione alla formazione dei giovani più che al raggiungimento del risultato sportivo fine a se stesso. 

Salvatore Tarantino dunque, in tale contesto, svolge la mansione di allenatore della Juniores Regionale con patentini Uefa B e Uefa C a certificarne le competenze. La nostra redazione lo ha incontrato per capire a fondo che tipo di attività svolge la Pasquale Foggia e quali principi porta avanti per quanto riguarda la formazione dei giovani calciatori: "In primo luogo è giusto precisare che utilizziamo un metodo integrato, cerchiamo di coinvolgere quanti più aspetti è possibile del gioco - esordisce Tarantino - dunque si va dai principi tecnici a quelli tattici, passando per il lavoro atletico e psicologico, specifici per ogni ragazzo. Ogni giovane atleta fa un percorso che dipende dalle sue caratteristiche, lavoriamo su macro, meso e micro cicli ma è chiaro che il programma poi varia in base alla risposta che abbiamo dai ragazzi". 

Per quanto riguarda i cicli proviamo a fare chiarezza con qualche esempio: "In effetti quando parliamo di meso-ciclo, ad esempio, parliamo di un obiettivo tecnico, uno tattico, uno di tattica collettiva e poi tutti quei lavori inseriti all'interno di questo percorso, tipo i lavori cognitivi che oggi sono fondamentali visto che i ragazzi di oggi sono sempre molto distratti. Aspetti fisici? Quelli vengono solitamente per ultimi e mai fatti a secco ma inseriti in un discorso operativo col pallone".

Il "pallone" dunque l'attrezzo del mestiere è al centro della vostra attività: "Tutto il nostro lavoro è al 100% con la palla, anche gli esercizi fisici, la parte coordinativa è sempre legata ad un gesto tecnico, che sia ad esempio la guida della palla, il passaggio, il tiro in porta, il controllo orientato, insomma tutto è sempre collegato ad un pallone e l'intera seduta prevede nei vari esercizi un gesto tecnico col pallone. - precisa Tarantino - Curiamo meno i principi di tattica, quelli condizionali e fisici come resistenza, velocità, che sono sempre accorpati ad un lavoro tecnico. Non si lavora mai su un principio tattico a sé stante tipo undici contro zero, oppure schemi già collaudati, bensì su principi di gioco per fare in modo che i ragazzi non si abituino a lavori schematizzati ma sulle situazioni di gioco". 

Nella tua attività ti avvali di una figura particolare, un esperto in materia di tecnica e coordinazione: "Grazie alla società ho avuto la possibilità di portare con me un prof, non è un preparatore atletico bensì un fine conoscitore della materia tecnica e coordinativa, aspetti sui quali lavoriamo tantissimo, difatti noi basiamo molto del nostro lavoro sulla tecnica, sulla tattica individuale. Il prof cura tutta la parte coordinativa, tutti quei movimenti che precedono un gesto tecnico, ad esempio gli appoggi dei piedi, la corsa, vari tipi di coordinazione. Questo lavoro viene svolto con cadenza settimanale e mensile". 

Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di Periodizzazione Tattica, la vostra Academy in effetti per la tipologia di lavoro svolta probabilmente segue una sorta di "Periodizzazione Tecnica": "La Periodizzazione tattica è nata in Portogallo, un metodo di lavoro usato soprattutto per le prime squadre dove c'è una qualità e dei ruoli già definiti per i calciatori. L'hanno utilizzata allenatore blasonati come Mourinho, Villas Boas, Paulo Sousa. Per quanto ci riguarda credo che in effetti l'abbiamo trasformata basando tutto il nostro lavoro su dei principi tecnici, sia su scala settimanale che mensile, tutto questo lavoro poi è suddiviso in due step di sei mesi al termine dei quali lo staff tira le somme sugli obiettivi raggiunti. - sottolinea Tarantino - Cerchiamo di lavorare molto sull'intensità più che sulla quantità e sui volumi, lavori non troppo lunghi ma intensi, cerchiamo di far in modo che il lavoro sia quanto più funzionale possibile alla gara e quindi svolgiamo tanti lavori in situazione, portando in allenamento tutte quelle situazioni di gioco che poi avvengono la domenica durante le partite. Chiaramente il termine "Periodizzazione tecnica" è inventato, ma ci aiuta a rendere meglio l'idea del lavoro che facciamo, in pratica in base ad un gesto tecnico poi costruiamo su quest'ultimo una intera seduta d'allenamento". 

Fondamentale nella vostra attività anche l'aspetto comportamentale: "Si, curiamo tantissimi la parte disciplinare. Il Presidente Pasquale Foggia ci tiene tanto, i ragazzi hanno delle regole ben precise da rispettare, norme comportamentali abbastanza rigide. I ragazzi imparano il valore della condivisione e del rispetto, sia tra di loro che per gli istruttori e lo staff dell'Academy, ma devono rispettare anche l'attrezzatura che la società mette a disposizione per fare in modo che ci si avvicini quanto più possibile all'attività svolta da un settore giovanile professionistico. Io alleno la Juniores, dunque questi ragazzi l'anno prossimo dovranno farsi trovare pronti per il salto tra i grandi e credo che gli aspetti comportamentali siano fondamentali in tal senso".

Luigi Langellotti