La febbre...della domenica sera - I AM CALCIO NAPOLI

La febbre...della domenica sera

NapoliSerie A

Ci sono partite che non sono solo partite. Ci sono squadre che non sono solo e semplicemente avversarie su un campo di calcio. Ci sono calciatori che non sono visti come semplici calciatori. Tutto questo e tanto altro è la sfida di domenica sera tra Juventus e Napoli allo "Juventus Stadium" di Torino.

Si perché Juventus-Napoli è non solo una partita di calcio che si disputa su un rettangolo di erba verde, ma è uno scontro tra due mentalità diverse, quella un pò snob di Torino e quella più verace di Napoli, tra due diversissimi modi di intendere il calcio e anche tra due diverse famiglie proprietarie delle squadre stesse, Agnelli e De Laurentiis.

Vincere contro la Juventus per Napoli, città e società calcistica, e i suoi tifosi è come prendersi una rivincita sulla storia d'Italia: è un pò come se Garibaldi avesse unificato l'Italia partendo dal Nord e facendo poi di Napoli la prima capitale al posto di Torino. Per una città che è sempre stata abituata ad attraversare mille difficoltà il calcio è una importante valcola di sfogo e la vittoria, in certi casi, serve a ridare fiducia in tutto e per tutto.

A poco più di quarantotto ore la tensione e l'ansia pre-partita cominciano a farsi palpabili. Anche se Conte e Benitez, i condottieri della due squadre, cercano di minimizzare con frasi di circostanza del tipo "Non è la partita decisiva", "Manca ancora molto alla fine del campionato", "E' una partita importante ma non la più importante", sui loro volti si evince comunque la concentrazione e la voglia di vincere. 

Come finirà? E' difficile dirlo prima del fischio d'inizio. Tutti si augurano che a vincere siano i propri beniamini, quelli che indossano quelle maglie per cui si tifa fin da ragazzini, quelli per cui si gioisce e ci si intristisce ogni domenica. Al Pacino, in uno suo famoso film intitolato Ogni maledetta domenica nel quale interpreta un coach di una squadra di football americano, dice ai suoi giocatori, riuniti nello spogliatoio prima della partita decisiva per le sorti della stagione, "Ogni maledetta domenica si vince o si perde, resta da vedere se si vince o si perde da uomini". L'importante è vedere uno spettacolo, in campo e sugli spalti, degno di una manifestazione sportiva che sarà vista quasi in mondovisione e che vedrà tifosi sparsi in ogni parte del mondo incollati davanti al televisore a soffrire per i propri colori con la speranza, alla fine, di poter gridare "Ho vinto!!!". Meraviglie del calcio...

Maurizio Morante