Ulivi: "Futuro? Poca meritocrazia, circolano cifre assurde così non.."

Ulivi, Villa Literno
Ulivi, Villa Literno

NAPOLI. Incredibile annata in quel di Villa Literno, una stagione da incorniciare che purtroppo ha riservato un triste ed inaspettato epilogo, Pierfrancesco Ulivi quest'anno alla guida di un'ottima squadra ha raccolto ben 72 punti al termine del campionato ma non sono bastati per spodestare la capolista Albanova.

Un cammino quasi perfetto con 22 vittorie, 6 pareggi e 2 sole sconfitte, risultando a fine stagione la seconda miglior difesa ed il secondo miglior attacco proprio dietro ai cugini casertani dell'Albanova. Il cammino playoff è iniziato in finale, vittoria netta contro la Virtus Goti grazie alle reti di Borrelli e Basso, poi nello spareggio per la promozione una incredibile sconfitta interna contro il Santa Maria per due reti a tre.

Ai nostri microfoni Ulivi analizza la stagione nel suo complesso, con un occhio chiaramente rivolto al futuro personale e del calcio dilettantistico in generale: "Sono arrivato a Villa Literno il 4 Settembre, la stagione quindi inizialmente è stata condizionata da questo ritardo visto che il campionato è partito a pochi giorni dal mio approdo. Il lavoro fatto ha iniziato a portare i primi frutti importanti nel giro di qualche mese, sia dal punto di vista tecnico che tattico, nonostante questa fase d'ambientamento i risultati sono stati comunque gratificanti al di là della sconfitta contro l'Albanova che ha poi vinto il campionato. - sottolinea l'allenatore - I ragazzi mi hanno seguito fin dal primo giorno, hanno creduto nelle mie idee e nei concetti che volevo vedere in campo. Abbiamo fatto un girone d'andata che, al netto delle condizioni precarie di alcuni ragazzi e di qualche infortunio, ci ha visti comunque chiudere tra le prime. Il girone di ritorno è stato concluso a 38 punti con un ruolino di marcia ineccepibile, poi ai playoff con la Virtus Goti è andata benissimo mentre col Santa Maria, nonostante un ottimo approccio ed i primi 45' giocati su buoni livelli, nella ripresa tra infortuni individuali ed il palo colpito da Parente siamo calati ed i nostri avversari con poche conclusioni ha raccolto il massimo risultato". 

Nonostante l'amaro epilogo restano tanti gli aspetti positivi da considerare: "Nel girone d'andata gente come De Falco e Corace non sono sempre stati a disposizione e lo stesso Insigne tra squalifiche ed infortuni ha faticato a trovare ritmo, poi nel ritorno assestatasi la situazione sono risultati decisivi nella cavalcata finale della squadra. - ammette Ulivi - La stagione per me resta da incorniciare sia per la società che per il sottoscritto, c'è rammarico perchè avrei voluto fare la storia del club portandolo in Eccellenza, l'ambiente è rimasto un pò frastornato dopo la sconfitta nello spareggio e quindi come uomo ed allenatore ho deciso di fare un passo indietro".

Archiviata l'esperienza col Villa Literno ora è tempo di pensare al futuro: "Qualche proposta è già arrivata però in tutta franchezza penso che aspetterò perchè spero in qualcosa di importante, cerco un progetto con una società che sposi le mie idee calcistiche, un progetto nel quale club ed allenatore possano essere protagonisti. - sottolinea il tecnico - Ho partecipato soltanto tre volte al campionato di Promozione, l'ho vinto con l'Ercolanese poi l'anno scorso col Sant'Anastasia avevamo fatto una squadra importante ma gravissimi problemi societari ci hanno condizionato fin dal principio, il resto è storia recente col Villa Literno". 

Il calcio professionistico italiano non vive un momento particolarmente felice, quello dilettantistico ovviamente segue a ruota con tante criticità che talvolta non si ha nè la voglia nè la possibilità di risolvere: "Io metto tanta passione ed umiltà in quello che faccio, purtroppo ogni anno riscontro sempre una certa difficoltà nel trovare la squadra giusta, ad esempio ricordo quando ad Ercolano dopo un terzo posto in campionato, una finale playoff persa ed una semifinale di Coppa Italia di categoria, la stagione successiva faticai a trovare un incarico. - precisa Ulivi - In Campania, ma in generale nel calcio italiano, c'è poca meritocrazia ed ogni anno chi viene allontanato o esonerato trova subito squadra mentre tanti tecnici capaci fanno fatica ad inserirsi.

Motivo? Non voglio discutere troppo su questo tema, farei soltanto tanta retorica e non mi va, sinceramente non voglio pensare male ma magari in certi ambienti contano di più le amicizie che le capacità effettive. Un allenatore deve meritarla la panchina, in passato quando sono stato chiamato da una società è sempre stato perchè questa credeva in me come persona e come professionista, questo concetto ci tengo a rimarcarlo con forza perchè ne vado fiero. - prosegue il mister - Comunque, detto ciò, sono consapevole della realtà e secondo me il calcio dilettantistico necessita di un ridimensionamento generale. Sento circolare cifre assurde, con la crisi economica che stiamo vivendo con aziende che non riescono a pagare i dipendenti, penso che il calcio per certi versi si debba un attimino adeguare. Ad esempio nell'Eccellenza degli ultimi anni tanti Presidenti hanno speso veri e propri patrimoni, purtroppo il vincitore è uno solo e quindi non è possibile far fronte a certe spese ogni anno senza vincere nulla, la realtà dimostra che poi la stagione successiva si è costretti proprio malgrado a fare un passo indietro". 

L'allenatore per essere un reale valore aggiunto ha bisogno di supporto e di poter sviluppare al meglio le proprie idee: "Ci vuole coraggio nel portare avanti le proprie idee e società che diano fiducia all'allenatore, bisogna dargli la possibilità di lavorare seguendo il proprio credo dal punto di vista del gioco e della gestione del gruppo. Sicuramente è più semplice creare uno squadrone, ma il vero valore aggiunto del tecnico si vede quando con un gruppo "normale" si raggiungono risultati importanti e si valorizzano i singoli calciatori. A tal proposito voglio sottolineare che a  Villa Literno ho avuto un grandissimo gruppo, sono stato fortunato ad avere gente come Russo, Chianese, Guadagno, Insigne, Cerullo e tanti altri che faccio fatica a dimenticare perchè mi hanno sempre seguito dall'inizio alla fine, hanno dato il cuore e l'anima ed io li ho rivalorizzati con piacere. Ci metto tanta passione poi se qualcuno si ricorda di me ben venga io sono a disposizione". 

Luigi Langellotti

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