Varriale: "Sporting? Fatto un grande lavoro. Sull'addio chiarisce..." - I AM CALCIO NAPOLI

Varriale: "Sporting? Fatto un grande lavoro. Sull'addio chiarisce..."

Varriale
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NAPOLI. Arrivato quest'anno allo Sporting Campania, compagine che ha disputato il campionato di Prima Categoria Campania girone A, in una situazione decisamente compromessa ma che col passare delle giornate sembrava poter assumere i contorni di un'impresa sportiva, con la squadra che ha sperato concretamente di conquistare almeno un piazzamento playout, sfumato nelle ultime battute. 

Un lavoro importante sia tecnico che mentale, quello effettuato da Massimiliano Varriale sulla panchina dello Sporting, ai nostri microfoni l'allenatore commenta l'addio e l'esperienza vissuta dopo un periodo d'assenza dal palcoscenico dilettantistico campano: "Credo che il lavoro con lo Sporting Campania sia stato straordinario, abbiamo raggiunto risultati importanti in pochissimo tempo, quando arrivai la squadra aveva appena due punti dopo diciassette giornate. Sembrava tutto compromesso, una squadra senza nè testa nè coda, il club credeva di avere in mano un progetto importante ma stavano procedendo in una direzione sbagliata e mancavano le basi per affrontare un campionato ostico come quello di Prima Categoria. 

Ho accettato di allenare lo Sporting su suggerimento di un dirigente esterno, ero fermo da qualche anno e volevo rimettermi in discussione in un contesto dove non mi conoscevano, per me era la situazione ideale vicino casa e con pochi allenamenti da effettuare in settimana. Con la società c'era anche un principio di promessa per il futuro, strada facendo ho pensato anche di mollare ma ho preferito continuare a lavorare in silenzio ed umiltà. Nel finale abbiamo pagato dazio negli scontri diretti a causa di una situazione decisamente complicata, già gli uomini erano contati poi tra squalifiche ed infortuni è stata dura. Avevo sottolineato il fatto che la squadra avrebbe lottato fino alla fine, e così è stato perchè soltanto dopo la gara contro l'Ischia è svanita la possibilità di disputare almeno i playout. Al netto delle mille difficoltà sopraggiunte credo che l'impegno non sia mai mancato, ringrazio tutti i ragazzi che mi hanno sempre seguito in questa difficile cavalcata, purtroppo finita con un'amara retrocessione". 

Sull'addio qualche sassolino dalla scarpa: "Dovevamo vederci con la società, i calciatori mi chiamavano costantemente ma credo che avessero già un'idea sul futuro, sono stato contattato in seguito da dirigenti che con un certo imbarazzo mi hanno spiegato la situazione. La società aveva bisogno di un upgrade e probabilmente chi è arrivato adesso aveva i propri uomini di fiducia da piazzare, purtroppo situazioni del genere non sono nuove nel mondo del calcio.   

Alla società ovviamente ho detto che erano liberi di decidere come meglio potevano, anche se bisogna dire che col gruppo di quest'anno più qualche innesto mirato potevamo lottare per i playoff ed avevamo impostato un discorso in tal senso. La gratitudine ahimè non esiste, in giro ci sono tanti tecnici competenti che non allenano mentre altri che non hanno neppure una qualifica dal punto di vista federale che si arrogano il diritto di imporre le proprie scelte tecniche alle società, succede in Serie D ed Eccellenza figuriamoci in Prima Categoria".

Qualcuno è chiamato ad intervenire in tal senso: "Credo che ogni allenatore abbia diritto ad un rimborso, seppur minimo, in tanti non chiedono la luna ma non trovo giusto ritrovarsi ad operare a titolo gratuito. La Federazione dovrebbe fare chiarezza in alcune situazioni, non è possibile vedere allenatori fermi che hanno competenze sia tecniche che umane e magari altri che allenano perchè spostano sponsor ma senza reali capacità di base".

 

La Redazione