De Laurentiis: "La Juve rischia con Ronaldo. Sarri? Monotematico"

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Estate caldissima per il Napoli, dopo aver salutato Sarri e Jorginho gli azzurri hanno trovato una quadra puntellando la rosa con giovani di sicuro affidamento come Fabiàn, Verdi e Inglese. In quel di Dimaro non sono mancati i mugugni da parte di una frangia di tifosi che chiede al Presidente De Laurentiis qualche colpo da 90 per rispondere alle altre big del campionato.

Il numero uno azzurro in queste settimane, tra interventi alla radio ufficiale ed interviste ai quotidiani, ha sovente generato polemiche e critiche attirando su di sé tutte le attenzioni e lasciando mister Ancelotti ed i suoi ragazzi tranquilli a lavorare in ritiro. Stamane, proprio al quotidiano La Verità alcune stoccate pungenti alla rivale numero uno, la Juventus, ed all'ex Sarri: "La Juve ha fatto una bella mossa a livello d'immagine per tutto il gruppo FCA, credo che sia una mossa atta a mitigare il calo di entusiasmo che ci sarebbe stato tra i tifosi, dopo sette scudetti di fila e la riconferma di Allegri senza un grosso colpo serviva qualcosa per affascinare e scaldare gli animi.

Non solo, credo sia una mossa utile per stimolare anche sponsor, mondo dell'industria e politica. Ovviamente riconosco che la sceneggiatura è importante ed ha consentito alla Juve di rilanciare la propria immagine ma non sono preoccupato, piuttosto sono concentrato e carico per la nuova stagione. 

Tra i complimenti ed il vincere campionato e Champions però ce ne passa, Ronaldo ha una certa età e in termini di equilibrio è pericoloso spendere così tanti soldi per comprare il cartellino di un giocatore a fine carriera, se inizi a pagare stipendi assurdi prima o poi ti si ritorce contro".

Prosegue poi la campagna pro Ancellotti, con le classiche stoccate all'ex Sarri ormai diventate consuetudine: "Carlo è uno che promuove tutto e tutti, se hai giocatori con clausole da 60 milioni e non li fai giocare danneggi sia te stesso che la squadra perchè non sfrutti al meglio il potenziale e finisci fuori dalle coppe, nessuno può reggere due competizioni con soli 12/13 calciatori.

Il rapporto con Sarri ho capito che era concluso quando mi disse che non era sicuro di poter fare meglio con questi calciatori, diciamo che era entrato nella fase in cui un allenatore pensa soltanto a se stesso, gli ho chiesto cosa volesse fare fino alla fine ma ho notato una certa ineducazione nel suo silenzio. Credo che la sua genialità sia monotematica, ha giocato sempre in un solo modo, adesso vediamo cosa farà in Inghilterra ma credo che un allenatore debba non solo divertire ma anche vincere".

La Redazione

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