Bari, De Laurentiis: "Dobbiamo fare una cavalcata verso la Serie A"

Aurelio De Laurentiis
Aurelio De Laurentiis

E' in corso presso la sala consiliare del Comune la conferenza stampa di presentazione del nuovo Bari di Aurelio De Laurentiis.

Queste le parole del sindaco Decaro: "Oggi consegno il titolo sportivo del Bari alla Filmauro e a De Laurentis. Gli sto consegnando un pezzo importante della comunità barese. Ci sono tantissimi tifosi biancorossi, non solo nell'area metropolitana ma in tutto il mondo. Per me è una responsabilità fortissima quella di custodire la passione di tanti tifosi e la storia di 110 anni di questa squadra di calcio. I tifosi chiedono 3 cose, competenza sportiva, trasparenza e rispetto. La competenza ce ce l'ha e l'ha dimostrato. Per quanto riguarda la trasparenza De Laurentis ha deciso di presentarsi direttamente mettendoci la faccia. Il terzo tema era il rispetto, cosa che ultimamente a Bari è mancata. I tifosi hanno bisogno di rispetto e so che lei, presidente, lo farà. Noi non abbiamo scelto un tifoso, ma un imprenditore che si occupa di calcio e lo fa con risultati sportivi ed economici. La passione la metteremo noi, metteremo il "priscio", lei la "cazzimma". 

Queste le parole di De Laurentis: "Grazie sindaco e città di Bari per la fiducia che avete accordato alla mia persona e al mio gruppo. Vedete io da bambino giocavo a basket, non a pallone. Mio padre mi portava a vedere le partite del Napoli, però a scuola giocavo a basket. Quando poi nel 1996 Veltroni decise di trasformare i club Io sono sempre stato proiettato nel mondo dell'intrattenimento, la mia famiglia era nel cinema. All'età di 19 anni ho iniziato percorso nel cinema, a 25 anni primo film. Ne ho realizzati circa 400. Questi contenitori cosa fanno di più importante da trasmettere? Cinema e sport. Qual'è lo sport europeo più popolare? Il calcio. Cinema e calcio devono convivere. La mia famiglia viene dalla Campania e volevo prendere il Napoli. Era fallito, mi venne consegnato nel 2004. Mi sono fatto due anni di C, uno di B e poi è stata una cavalcata fortissima, di crescita, con 9 anni di fila in Europa, unica squadra italiana. Ero in ritiro a Dimaro, quando mi si presentò questa possibilità. Ho detto subito che io non potevo fare una commistione fra Napoli e Bari. Entrambe le squadre hanno la loro storia che va rispettata, io ho provato a garantire le competenze e la solidità economica. Vogliamo creare un sodalizio fra città e tifosi. Il Bari ha una storia molto lunga, ed in questi 110 anni ci sono stati periodi belli e meno belli. Dobbiamo fare una lunga cavalcata per tornare in Serie A, dobbiamo fare dei cambiamenti per far sì che si possano avere due squadre in massima serie. Il percorso sarà duro e difficile perchè abbiamo dei competitor, ma siamo abituati a non avere tutti dalla nostra parte, ma io sono un guerriero. Bari non sarà mai un'appendice del Napoli, per questo ho chiamato mio figlio Luigi ad occuparsi della squadra barese, per far sì che io, anche inconsciamente, possa decidere per Napoli, essendoci da più tempo ''.

Sabino Aduasio

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